Buraq

buraqGli arabi hanno un rapporto con i cavalli che non so definire. Più volte vi ho raccontato che le loro storie antiche sono piene di destrieri con i quali sono state condotte avventure meravigliose. Su questi esseri hanno scritto libri, narrato leggende e tutt’oggi ne conservano un affetto che non ha un pari con altri animali.

Nella storia della tradizione islamica c’è un cavallo, Buraq, che avrebbe avuto un compito molto particolare. Giunto direttamente dal paradiso islamico, avrebbe fatto salire sulla sua groppa i profeti, e in particolare la sua figura è associata a quella di Maometto.

Sarebbe stato l’angelo Gabriele, nel VII secolo, ad incaricare Buraq di portare il profeta nella sua ascesa attraverso i sette cieli. Un viaggio che lo stesso Maometto ha poi descritto in una sura del Corano, raccontando dell’incontro con Gabriele che gli mostrò Inferno e Paradiso, anche se non viene mai fatto il nome del cavallo.  Continua a leggere

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Passo, trotto e galoppo

foto (3)Quelle del titolo sono le tre andature del cavallo. Qualche giorno fa, mentre dalle tribune guardavano Daniele preparare i puledri, abbiamo cominciato a fare un pò di ripetizioni sul nozioni che hanno a che fare con i cavalli. Perché se hai la passione per un animale come il cavallo, qualcosina la devi pur sapere, no?

La migliore di noi è Cristina, diciamo che quando si parla di notizie tecniche sui cavalli lei è la secchiona del gruppo. Sa anche i nomi dei muscoli, io questo per lo riservo per una delle prossime e soprattutto future lezioni.

Cmq, ritornando alle chiacchiere di qualche giorno fa, ci siamo soffermati sulle differenze che ci sono tra il passo il trotto e il galoppo, che sono differenze di andatura, come detto!

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I party della notte

Muso da monello

Muso da monello

Al maneggio Horse Club la sera si fanno delle feste dove sono ammessi pochissimi “clienti” e Cuandos è uno degli organizzatori 🙂

Che succede? Succede che il mio grigio ha capito come uscire dal suo box quando tutti vanno a casa, per dirigersi dritto dritto verso il fieno, solo che non è l’unico ad averlo capito, in totale sembra che siano tre i furboni che si incontrano tra i corridoi della scuderia fortunatamente chiusa a chiave (non lo voglio neanche pensare dove potrei ritrovare Cuandos se avesse anche le chiavi del cancello 🙂 ).

La tecnica è semplicissima. Tutti se ne vanno e Cuandos comincia a prendere a spallate la porta del suo box…dagliene una, dagliene un’altra ed ecco che la porta si apre e lui esce libero e felice, magari a fare le pernacchie a quelli che invece sono rimasti chiusi.

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I nomi dei salti

DSC_0474Diciamolo, al maneggio c’è chi sa tutto sulle regole che si applicano alle gare anche se di gare non ne fa, o ne fa poche, e c’è chi di gare ne fa ben di più, ma che poi in fatto di regole scarseggia. 🙂

Poi succede che qualcuno di noi riesce a portare ad una gara un amico o un’amica e allora ecco che comincia il toto scommesse sul colore dei pantaloni che si deve indossare, sul fatto che la copertina rosa forse è meglio non usarla, sulla possibilità che non salutando la giuria potrebbero andare via dei punti…e così via.

Detto questo oggi cominciamo a dare un po’ di spiegazioni e iniziamo dai salti. Perché non si chiamano solo salti, hanno nomi ben precisi. Continua a leggere

Fantozzi a cavallo

fotoE’ arrivato il momento di comprare un nuovo paio di pantaloni per andare a cavallo. Ne ho tre, che lavo un giorno si e uno pure, che hanno appena il tempo di riposare al sole per poi essere rimessi, risporcati e rilavati. Ma d’estate il numero dei pantaloni fruibili si riduce a due, perché uno è felpatissimo e quindi agirebbe ancora meglio, ma probabilmente più fastidiosamente, di un impacco di fanghi di alga guam. Gli altri due non sono messi benissimo, uno ha un buco ben visibile che prima o poi mi deciderò a cucine, l’altro invece ha le tasche inutilizzabili perché sfondate 🙂

No, non è un post per fare una colletta o per accompagnarmi al negozio, è per raccontarvi cosa può succedere a cavallo se si indossa un paio di pantaloni senza tasche pretendendo invece che le tasche ci siano.

Così un paio di giorni fa sono salita in sella a Cuandos e ho cominciato a trottare. Dopo un secondo e mezzo però era già successo il patatrack, perché in tasca, prima di iniziare ad inoltrarmi nel campo, avevo messo un bel pacchetto rumoroso di frisk. Continua a leggere

Ciù ciù, vippi, mazzi e ca…

foto (1)No, questo non è un post dedicato ai cavalli, ma a quelli che frequentano (una parola grossa, anche per me ultimamente), il maneggio Horse Club.

Vi ho rotto le palle con la storia che so i nomi di tutti i cavalli. Ok, brava, dieci e lode (oggi do fondo all’acida che c’è in me e lo faccio autoinfliggendomi delle punizioni).

Il punto è che comincio a confondermi e questo è un appello ai miei colleghi cavalieri (ahahaha cavaliere io).

C’è una tipa che chiama tutti Ciù Ciù, così quando scrive un messaggio su whatsapp io ci sto un pò a capire a chi faccia riferimento.

Ci sono altre due tipe che tra di lor si chiamano Vippi. Vippi sta per piccole vipere? 🙂 E’ una considerazione che ho fatto recentemente, soprattutto perché fanno seguire questo nome dall’icona di un piccolo serpentello strisciante.

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Ce l’ha nel sangue

DSC_1890Lui si chiama Chicco ed è un Jack Russell. La sua mamma, Chicca (si in fatto di nomi al maneggio Horse Club la fantasia la fa da padrone), è stata con noi fino a qualche mese fa, poi di lei non abbiamo saputo più niente, speriamo solo che stia bene.

Chicco, lo vedete nella foto, ha un’insana passione per le gambe dei cavalli. Nonostante sia piccolo piccolo, quando qualcuno lo invita a scatenarsi, va verso i cavalli che girano alla corda e, come se fosse un possente cane pastore, comincia a stuzzicarli. Diciamo più che altro che tenta in tutti i modi di dare loro fastidio. E ci riesce.

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